D.Lgs. 231/2001

Quali sono le tipologie di reato più diffuse?
 
Le tipologie di reati più diffuse e comuni sono:
  • Reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commessi con la violazione delle norme antinfortunistiche, della tutela sull’igiene e della sicurezza e salute sul lavoro;
  • Reati contro la pubblica amministrazione;
  • Reati informatici e trattamento illeciti di dati;
  • Reati societari;
  • Reati ambientali;
  • Reati di criminalità organizzata;
  • Reati derivanti dall’utilizzo di manodopera proveniente da altri paesi non in regola.
 
A quali sanzioni può incorrere l’azienda?
Il giudice penale, nel caso di comprovata responsabilità dell'impresa, potrà stabilire diverse tipologie di sanzioni:
  • Sanzioni pecuniarie (fino ad un massimo di € 1.549.370,69);
  • Sanzioni interdittive, che possono consistere in:

- Interdizione dell'esercizio dell'attività;

- Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione;

- Sospensione/revoca d’autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;

- Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione;

- Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli concessi;

- Divieto di pubblicizzare beni o servizi;

- Pubblicazione della sentenza di condanna;

- Confisca del profitto che l’ente ha tratto dal reato.

 

Come fare per essere esonerati dalla responsabilità?

Quali vantaggi derivano dall’adozione di un MOG 231?

L’adozione di un MOG 231 non è per il momento obbligatoria ma i vantaggi che derivano dalla sua applicazione sono molteplici e importanti:
  • Maggior protezione dei soggetti apicali della società, che nel MOG trovano uno strumento utile a dimostrare di aver fatto tutto quanto in loro potere per evitare determinati comportamenti ed eventi, da cui possono avere origine dei reati;
  • Protezione rispetto al rischio di sanzioni pecuniarie o interdittive che potrebbero arrecare gravi danni patrimoniali e di immagine alla società;
  • Protezione dal verificarsi di infortuni sul lavoro, malattie professionali, incidenti ambientali, affidamento incauto di lavori, di servizi, di appalti e subappalti a fornitori inidonei;
  • Accesso ai bandi di gara della Pubblica Amministrazione;
  • Vantaggio competitivo derivante dall’acquisizione da parte della società di un’immagine aziendale espressione di responsabilità ed etica.
Mappatura dei rischi
Tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni, dalla struttura e dalla natura dell’attività svolta, si trovano ad agire in contesti caratterizzati da situazioni di incertezza, che possono mettere a repentaglio il concreto raggiungimento degli obiettivi prestabiliti dal management in sede di pianificazione delle politiche aziendali.
Una volta definiti gli obiettivi strategici ed operativi è necessario che l’azienda svolga le attività connesse al risk assesment, ovvero un processo finalizzato ad individuare, valutare e gestire eventi che possono avere effetti negativi sullo svolgimento dell’attività aziendale, con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi prefissati dal management.
Per fare ciò è necessario procedere a un’analisi corretta delle aree a rischio e una valutazione del rischio reato.
 
Predisposizione “Codice Etico” e “Parte generale del Modello ”
L’identificazione delle attività e dei processi in cui si estrinseca l’ordinaria gestione aziendale, unitamente all’individuazione dei fattori di rischio che possono caratterizzare le singole fasi della vita dell’impresa, costituisce uno step necessario alla realizzazione della mappatura delle aree a rischio reato.
Al fine di creare un clima culturale che dissuada dalla commissione di reati è importante realizzare un Codice Etico aziendale, nel quale si racchiudono gli impegni e le responsabilità morali nella conduzione degli affari e delle attività imprenditoriali svolte dalle persone che operano nell'azienda o entrano in contatto con essa.
Inoltre, il Codice etico esplicita i valori a cui tutti gli amministratori, dipendenti e collaboratori a vario titolo dell'azienda devono ispirarsi, accettando responsabilità, ruoli e regole della cui violazione essi assumono personalmente la responsabilità verso la società.
Parte speciale del Modello di organizzazione, gestione e controllo
Il D.lgs.231/2001 prevede, all'art.6,che i modelli di organizzazione, gestione e controllo, per essere considerati corretti ed efficaci, debbano "prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione a reati da prevenire".
 
Oganismo di vigilanza
L’ Organismo di Vigilanza costituisce il secondo pilastro della normativa dettata dal D.lgs.231/2001, in mancanza del quale anche il più completo modello organizzativo è inefficace e non è in grado di evitare le sanzioni a carico dell’ente.
L’ eventuale violazione del dovere di vigilanza da parte dell’Organismo non fa in nessun modo venir meno per l’Ente i presupposti per l’addebito della responsabilità ammnistrativa.
 
Le funzioni dell’Organismo di Vigilanza descritte all’art.6 lettera b) del D.lgs.231/2001 (vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento) possono essere raggruppate nelle seguenti macroaree:
  • analisi, vigilanza, controllo;
  • aggiornamento del modello;
  • formazione: attività di promozione per la formazione e la comunicazione del Modello.
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06/10/2021 Fondo Impresa Donna: firmato il decreto che rende operativo il nuovo fondo per l'imprenditoria femminile

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