Certificazione delle attività di R&S e Innovazione: firmato il DPCM che le disciplina e istituito l'albo dei certificatori

Firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso il DPCM che ontroduce e disciplina la possibilità per le imprese di avvalersi della facoltà di richiedere la certificazione preventiva attestante la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare, nonché delle attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica ai fini dell’applicabilità del credito di imposta.

Il decreto istituisce, presso la Direzione generale per la politica industriale, l'innovazione e le PMI del MIMIT, l’Albo dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni.

Chi si può iscrivere all'Albo dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni?

Potranno iscriversi all’Albo:

  • le persone fisiche in possesso di un titolo di laurea idoneo rispetto all’oggetto della certificazione;
  • le imprese che svolgono professionalmente servizi di consulenza aventi ad oggetto progetti di ricerca sviluppo e innovazione;
  • i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0 i centri di competenza ad alta specializzazione, i poli europei dell’innovazione digitale (EDIH e Seal of Excellence), le università statali, le università non statali legalmente riconosciute e gli enti pubblici di ricerca.

Per conoscere le modalità e i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’Albo, occorrerà aspettare un ulteriore decreto direttoriale previsto entro la fine del 2023.

Quali informazioni dovranno contenere le certificazioni delle attività di R&S e Innovazione?

Il decreto stabilisce che, per poter richiedere la certificazione delle attivitò di R&S e Innovazione, le imprese non devono aver subito un atto che abbia accertato violazioni relative all’utilizzo dei crediti d’imposta e che il contenuto della certificazione dovrà riportare:
  • ogni informazioni utile sull’adeguatezza delle capacità organizzative e delle competenze tecniche dell’impresa rispetto agli investimenti effettuati o programmati;
  • la descrizione analitica dei progetti e sotto progetti realizzati o in fase di avvio o realizzazione;
  • le motivazioni tecniche sulla base delle quali vengono attestati i requisiti per l’ammissibilità al credito d'imposta o il riconoscimento della maggiorazione di aliquota.
La certificazione può essere richiesta sia per le attività rientranti nella nuova disciplina del credito d’imposta in vigore dal 2020, sia per quelle precedenti.
 

Da quando le imprese potranno avvalersi della certificazione delle attività relative a R&S e Innovazione?

Per potersi avvalere della certificazione delle attività relative a R&S e Innovazione, le imprese dovranno attendere la pubblicazione delle Linee Guida ufficiali del Ministero delle imprese e del made in Italy, prevista entro il 31 dicembre 2023, che avranno il compito di aiutare le imprese ed i certificatori nella corretta applicazione del credito d’imposta.

Le attività dei certificatori saranno sottoposte a vigilanza?

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy esercita la vigilanza e il controllo sulle attività svolte dai certificatori, che dovranno inviare una copia della certificazione entro quindici giorni dalla data di rilascio all’impresa, verificando la correttezza formale delle certificazioni rilasciate e confrontando il loro contenuto con le disposizioni agevolative e le Linee Guida.

 

 

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