Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore reintroduce l’iperammortamento come strumento centrale di politica industriale, superando la logica dei crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.
L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, con effetto diretto sulla deducibilità delle quote di ammortamento ai fini IRES e IRPEF.
A differenza dei precedenti incentivi, non genera liquidità immediata, ma produce un beneficio fiscale nel tempo, rafforzando la capacità dell’impresa di generare reddito.
Se correttamente utilizzato, diventa un asset fiscale strategico integrato nella pianificazione economica.
La disciplina è introdotta dall’art. 1, commi 427–436, della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).
Le modalità operative sono definite dal decreto attuativo firmato il 4 maggio 2026 dal MIMIT e dal MEF.
L’iter ha subito un rallentamento iniziale per il vincolo sulla provenienza dei beni (UE/SEE), successivamente rimosso, ampliando il perimetro della misura.
L’agevolazione si applica agli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Rileva la data di effettuazione dell’investimento ai sensi dell’art. 109 TUIR; per il leasing la data di consegna, per gli impianti energetici la fine lavori.
Possono accedere all’agevolazione tutti i titolari di reddito d’impresa.
Sono esclusi:
È inoltre richiesto il rispetto di:
L’iperammortamento riguarda:
Gli investimenti si considerano completati:
Questo significa che anche investimenti ordinati nel 2025 possono rientrare, se completati dal 2026.
Gli Allegati IV e V sostituiscono i precedenti Allegati A e B e riflettono l’evoluzione tecnologica recente.
Allegato IV → beni materiali 4.0
Allegato V → beni immateriali e software avanzati
Il perimetro si estende a:
Rientrano sistemi interconnessi evoluti e infrastrutture digitali industriali.
Sono inclusi:
Sono esclusi:
L’Allegato V amplia in modo significativo i beni immateriali agevolabili.
Rientrano:
Il decreto attuativo definitivo non include più un riferimento esplicito ai software in modalità SaaS. La loro ammissibilità potrà essere chiarita da eventuali istruzioni operative o circolari interpretative.
Una delle novità più rilevanti è la possibilità di agevolare investimenti energetici anche in modo autonomo.
Sono inclusi:
Gli impianti devono essere collegati alla struttura produttiva:
Il dimensionamento non può superare il 105% del fabbisogno energetico.
La maggiorazione è pari a:
La deduzione rileva ai fini IRES/IRPEF e segue i coefficienti fiscali ordinari.
Il beneficio si attiva dall’anno di interconnessione.
Viene fruito:
In caso di perdita:
Per il leasing:
La maggiorazione è fruibile a partire dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo.
L’accesso prevede una procedura strutturata tramite GSE, riferita alla singola struttura produttiva.
Le fasi sono:
Il decreto attuativo introduce un obbligo di monitoraggio periodico.
Entro il 20 gennaio di ogni anno deve essere trasmessa una comunicazione con le informazioni sugli investimenti effettuati e la previsione di utilizzo del beneficio.
Entro il 30 giugno deve essere trasmessa una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento e l’indicazione delle quote dell’incentivo.
Il mancato invio può compromettere la corretta gestione dell’agevolazione.
La perizia tecnica asseverata è sempre obbligatoria.
Deve attestare:
È richiesta anche:
Il beneficio decade, totalmente o parzialmente, in caso di:
Può essere mantenuto se il bene viene sostituito con un bene di caratteristiche analoghe o superiori.
Il GSE effettua controlli su:
L’impresa deve conservare:
In caso di utilizzo indebito:
Il GSE trasmette periodicamente i dati relativi agli investimenti a MIMIT, MEF e Agenzia delle Entrate per il monitoraggio della spesa pubblica.
È previsto il rispetto della normativa GDPR.
Con il decreto attuativo la misura è definitivamente operativa.
Le regole sono più strutturate e richiedono una pianificazione tecnica e fiscale accurata.
Si tratta di un incentivo importante e complesso che richiede:
L'iperammortamento è uno strumento che premia investimenti:
Usato correttamente, diventa un asset fiscale di medio-lungo periodo, integrato nella pianificazione economica dell’impresa.
Esclamativa affianca le imprese in tutte le fasi:
05/06/2026
Regione Piemonte: riapre il bando per digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese
La Regione Piemonte ha riaperto il bando “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese”, finanziato dal PR FESR 2021-2027, per sostenere investimenti in innovazione, competitività e sostenibilità delle imprese piemontesi. La misura prevede finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per progetti di digitalizzazione, innovazione dei processi produttivi, economia circolare e transizione ecologica. Lo sportello per la Linea B – Efficientamento produttivo aprirà il 7 luglio 2026, mentre quello per la Linea A – Digitalizzazione delle imprese sarà operativo dal 13 ottobre 2026. I progetti ammissibili possono arrivare fino a 3 milioni di euro di investimento.
05/06/2026
Regione Lombardia: 6 milioni di euro per sostenibilità ed economia circolare nella filiera dell'edilizia
Regione Lombardia è aperto il bando EDIL-SOS con una dotazione di 6 milioni di euro per sostenere investimenti in economia circolare, innovazione ed efficientamento dei processi produttivi delle MPMI della filiera edilizia. Contributi fino al 60% delle spese ammissibili e fino a 250.000 euro per progetto. Domande fino al 30 settembre 2026.
05/06/2026
Il problema non è essere sostenibili. È dimostrarlo.
Molte imprese hanno già investito in efficientamento energetico, certificazioni, sicurezza, formazione e sistemi di gestione, contribuendo concretamente al proprio percorso di sostenibilità. Tuttavia, spesso questi interventi non vengono misurati e valorizzati nel loro insieme. In un contesto in cui banche, clienti e grandi committenti guardano sempre più ai criteri ESG, diventa fondamentale saper documentare il valore generato. Il Rating di Sostenibilità consente di fotografare il livello ESG dell'impresa, valorizzare quanto è già stato realizzato e individuare le azioni migliorative più efficaci per rafforzarne il posizionamento.