La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità di rilievo per le imprese che investono nello sviluppo e nel rinnovamento dei propri prodotti: il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, che sarebbe scaduto al 31 dicembre 2025, è stato prorogato anche per il 2026.
La proroga è accompagnata da limiti di spesa e da un meccanismo di prenotazione delle risorse, rendendo fondamentale una corretta pianificazione degli investimenti e degli adempimenti previsti.
Per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 (2026 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare), il credito d’imposta per design e ideazione estetica è riconosciuto:
nella misura del 10% delle spese ammissibili;
nel limite massimo di 2 milioni di euro annui per impresa;
nel rispetto di un tetto complessivo di spesa, stanziato per la misura, pari a 60 milioni di euro.
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in un’unica quota annuale, e non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base IRAP.
Elemento centrale della proroga è l’introduzione di una comunicazione telematica obbligatoria al MIMIT, con cui l’impresa dovrà indicare l’ammontare delle spese sostenute e il credito maturato. Le modalità operative e i termini di invio saranno definiti da un decreto direttoriale.
Cosa si intende per attività di design e ideazione estetica
Un aspetto centrale della misura riguarda la corretta definizione delle attività agevolabili.
Per attività di design e ideazione estetica si intendono i lavori finalizzati a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali, come linee, contorni, colori, struttura superficiale e ornamenti.
Il concetto di “prodotto” è ampio e comprende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, inclusi componenti di prodotti complessi, imballaggi, presentazioni, simboli grafici e caratteri tipografici. L’agevolazione è quindi pensata per valorizzare il contributo del design nei processi di sviluppo e differenziazione del prodotto, come leva strategica di competitività.
Nel settore dell’abbigliamento e, più in generale, nei comparti caratterizzati dal rinnovo periodico delle collezioni, il legislatore ha fornito chiarimenti particolarmente rilevanti.
Sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta quelle relative alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto a quelli precedenti, con riferimento, ad esempio:
ai tessuti o ai materiali utilizzati;
alla loro combinazione;
ai disegni e alle forme;
ai colori o ad altri elementi stilistici rilevanti.
Sono invece escluse dall’agevolazione le attività riconducibili al semplice adattamento di collezioni o campionari esistenti, come l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica di una sola caratteristica (ad esempio il solo cambio colore o un dettaglio marginale).
Le attività agevolabili riguardano esclusivamente la fase precompetitiva, che termina con la realizzazione di campionari non destinati alla vendita, confermando l’obiettivo della misura di sostenere la progettazione e lo sviluppo, non la produzione commerciale
Crediti d’imposta ancora attivi: cosa resta nel 2026
Accanto alla proroga del design, il sistema dei crediti d’imposta si riduce sensibilmente a partire dal 2026.
Ricerca e sviluppo: resta pienamente operativo il credito d’imposta per attività di ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale, con scadenza al 31 dicembre 2031.
Innovazione tecnologica: i crediti d’imposta per innovazione tecnologica, inclusi quelli 4.0 e per la transizione ecologica, non sono stati prorogati oltre il 31 dicembre 2025 e non risultano più attivabili nel 2026.
Il credito d’imposta design 2026 rappresenta una opportunità concreta ma non automatica. Il plafond di spesa limitato e il ritorno alla logica della prenotazione rendono fondamentale una valutazione preventiva accurata delle attività e una gestione puntuale degli adempimenti.
Esclamativa supporta le imprese nella verifica di ammissibilità, nella corretta qualificazione delle attività di design e nella gestione dell’intero iter agevolativo.
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