Nuovo Iperammortamento: verso l'addio al vincolo del “Made in EU”

Nel quadro del nuovo iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, era stato inizialmente previsto un vincolo di origine geografica dei beni agevolabili, comunemente definito come requisito “Made in EU”.

In base a tale previsione, per poter beneficiare della maggiorazione fiscale del costo dei beni strumentali, gli investimenti avrebbero dovuto riguardare beni prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Il vincolo si applicava all’iperammortamento relativo agli investimenti in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico, digitalizzazione e tecnologie 4.0, incidendo direttamente sulla platea dei beni ammissibili.

Successivamente, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha confermato l’intenzione del Governo di intervenire nuovamente sulla norma per superare il vincolo “Made in EU”. L’obiettivo dell’intervento è quello di rimuovere il requisito territoriale, che aveva sollevato criticità applicative, in particolare nei casi di beni caratterizzati da catene di fornitura internazionali o da componentistica e software sviluppati su scala globale.

Il superamento del vincolo consentirebbe di riallineare la misura alla struttura effettiva dei mercati tecnologici, ampliando il perimetro dei beni potenzialmente agevolabili e riducendo le complessità interpretative legate all’origine dei prodotti. L’aggiornamento normativo è atteso tramite un successivo provvedimento legislativo, che definirà in modo puntuale il nuovo assetto della misura.

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