In questo ultimo articolo, per il 2024, della Rubrica 5.0 Smart di Esclamativa, abbiamo deciso di affrontare nuovamente dei casi pratici relativi al calcolo del risparmio energetico, e di trattare in particolare uno dei casi più dibattuti.
Dopo aver parlato di fotovoltaico, di formazione, di combustibili fossili e DNSH, questo capitolo tratterà i casi in cui sarà necessario applicare il cosiddetto “Scenario Controfattuale”
Il termine, di per sé, può sembrare poco intuitivo, oggi proveremo a renderlo chiaro attraverso esempi pratici, utili per molti imprenditori e manager.
Iniziamo con qualche definizione:
Nel Decreto Attuativo, Articolo 1 comma v) lo scenario controfattuale è definito come: “struttura produttiva o processo interessato di imprese dello stesso settore di attività economica e di analoga dimensione dell’impresa di nuova costituzione dotati, in luogo dei beni oggetto del progetto di innovazione, di beni che costituiscono le alternative disponibili sul mercato”
Provando quindi ad interpretare quanto espresso, risulta evidente come lo scenario controfattuale possa essere riferito sia ad una struttura produttiva sia ad un processo interessato e risulta necessario quando l’impresa oggetto di agevolazione è di nuova costituzione.
Ma è realmente l’unico caso?
La Circolare Operativa del 16 Agosto 2024 illustra l’applicabilità dello scenario Controfattuale anche per quelle imprese, già costituite, che implementano interventi “che comportano una sostanziale modifica del servizio reso tale non consentire la corretta normalizzazione delle prestazioni energetiche della situazione ex ante alle effettive condizioni ex post”
Questo risulta essere il caso di una qualsivoglia impresa che inizia a produrre un nuovo bene o servizio e per farlo deve investire su un nuovo macchinario o su una nuova linea allargando di fatto il perimetro anche ad imprese già costituite e presenti nel mercato.
La sostanziale modifica sottolinea come non si tratta di casistiche di semplice aumento della produzione, bensì di nuovi prodotti prima non lavorati.
Come calcolare il risparmio energetico rispetto a qualcosa mai prodotto prima?
Sempre la Circolare Operativa indica che è necessario:
Facciamo un esempio pratico.
Un’impresa intende implementare una nuova linea utilizzando 3 beni già presenti in azienda e acquistandone un quarto, ad esempio una Pressa Piegatrice. Il calcolo dei consumi della linea produttiva dovrà essere fatto in 4 differenti ipotesi. La prima comprendendo i consumi del bene oggetto di investimento e le altre 3 considerando 3 Presse svolgenti le stesse funzioni e presenti nel mercato europeo negli scorsi 5 anni.
Il calcolo potrebbe risultare più dispendioso se l’investimento prevedesse l’acquisto di più beni, magari su più linee, ma se il bene fosse customizzato per soddisfare le necessità di un’impresa? Dove cercare beni simili?
Se l’impresa utilizza un determinato tipo di bene che le è stato prodotto ad hoc da un fornitore?
Le faq del 2 Novembre corrono in nostro aiuto!
Nello specifico la numero 4.16 prevede che: “nel caso di beni complessi e unici, come una linea di produzione customizzata destinata a un processo specifico, è possibile adottare un approccio alternativo per la valutazione dell’efficienza energetica quando non è praticabile uno scenario controfattuale data l’impossibilità di reperire sul mercato beni comparabili”.
In casi del genere è possibile scomporre i beni in elementi significativi dal punto di vista dei consumi ed effettuare uno scenario controfattuale solo su questi.
È il caso di beni customizzati, di magazzini per la logistica prodotti ad hoc, di linee produttive per prodotti brevettati e non ancora realizzati.
L’individuazione dei componenti significativi dovrà essere fatta seguendo la regola di Pareto, la regola dell’80/20, quella per cui l’80% degli effetti è causato dal 20% delle cause.
Ritornando al nostro magazzino customizzato, per determinare i consumi e definire uno scenario controfattuale sarà necessario considerare solo gli azionamenti presenti, tralasciando altri particolari poco rilevanti ai fini del calcolo dei consumi.
Lo scenario controfattuale richiede forte collaborazione con i fornitori dei beni, esperti conoscitori del mercato e dei propri competitor, ma risulta essere praticabile anche in caso di beni customizzati o di linee produttive per la lavorazione di prodotti brevettati.
Siamo arrivati al termine del nostro appuntamento settimanale, sperando di aver fornito qualche spunto di riflessione e impazienti di conoscere le vostre opinioni vi diamo appuntamento a mercoledì 8 gennaio 2025.
Buone Feste a tutti i nostri lettori!
Articolo a cura dell’Ing. Salvatore Rossini
Ingegnere Industriale
Collaboratore Area Progetti e Consulenza di Esclamativa
Scrivici i tuoi contatti e uno dei nostri consulenti ti guiderà nell' individuazione dei contributi per i tuoi investimenti aziendali!
05/06/2026
Regione Piemonte: riapre il bando per digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese
La Regione Piemonte ha riaperto il bando “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese”, finanziato dal PR FESR 2021-2027, per sostenere investimenti in innovazione, competitività e sostenibilità delle imprese piemontesi. La misura prevede finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per progetti di digitalizzazione, innovazione dei processi produttivi, economia circolare e transizione ecologica. Lo sportello per la Linea B – Efficientamento produttivo aprirà il 7 luglio 2026, mentre quello per la Linea A – Digitalizzazione delle imprese sarà operativo dal 13 ottobre 2026. I progetti ammissibili possono arrivare fino a 3 milioni di euro di investimento.
05/06/2026
Regione Lombardia: 6 milioni di euro per sostenibilità ed economia circolare nella filiera dell'edilizia
Regione Lombardia è aperto il bando EDIL-SOS con una dotazione di 6 milioni di euro per sostenere investimenti in economia circolare, innovazione ed efficientamento dei processi produttivi delle MPMI della filiera edilizia. Contributi fino al 60% delle spese ammissibili e fino a 250.000 euro per progetto. Domande fino al 30 settembre 2026.
05/06/2026
Il problema non è essere sostenibili. È dimostrarlo.
Molte imprese hanno già investito in efficientamento energetico, certificazioni, sicurezza, formazione e sistemi di gestione, contribuendo concretamente al proprio percorso di sostenibilità. Tuttavia, spesso questi interventi non vengono misurati e valorizzati nel loro insieme. In un contesto in cui banche, clienti e grandi committenti guardano sempre più ai criteri ESG, diventa fondamentale saper documentare il valore generato. Il Rating di Sostenibilità consente di fotografare il livello ESG dell'impresa, valorizzare quanto è già stato realizzato e individuare le azioni migliorative più efficaci per rafforzarne il posizionamento.