È stato pubblicato l’Avviso pubblico relativo al Facility Parco Agrisolare, misura finanziata nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 4, con una dotazione complessiva pari a 789 milioni di euro.
L’obiettivo della misura è sostenere la transizione energetica delle imprese agricole e agroindustriali, favorendo la realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici produttivi e contribuendo a:
ridurre i costi energetici delle imprese del comparto primario
migliorare la sostenibilità ambientale delle produzioni
favorire l’autonomia energetica delle strutture produttive
Le domande devono essere trasmesse tramite la piattaforma informatica del GSE.
Apertura: 10 marzo 2026, ore 12:00
Chiusura: 9 aprile 2026, ore 12:00
La procedura è a sportello: le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di presentazione e ai criteri di priorità previsti dal bando.
È importante evidenziare che i lavori non possono essere avviati prima della presentazione della domanda.
La dotazione di 789 milioni di euro è suddivisa tra diverse categorie di intervento:
473 milioni di euro destinati alle imprese della produzione agricola primaria con vincolo di autoconsumo dell’energia prodotta
150 milioni di euro destinati alle imprese della trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agricoli
140 milioni di euro destinati alla produzione agricola primaria senza vincolo di autoconsumo
10 milioni di euro destinati alle imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli
Inoltre il 40% delle risorse è riservato a progetti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Possono accedere alle agevolazioni:
imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria
imprese agroindustriali
cooperative agricole e loro consorzi
soggetti costituiti in forma aggregata (ATI, RTI, reti di impresa o comunità energetiche)
Le imprese devono essere attive almeno dall’anno fiscale precedente alla presentazione della domanda. Non possono quindi partecipare le aziende con inizio attività successivo al 28 febbraio 2025.
Sono esclusi inoltre i soggetti esonerati dalla contabilità IVA con volume d’affari annuo inferiore a 7.000 euro.
Tra le condizioni richieste:
il beneficiario deve avere la disponibilità del fabbricato su cui viene installato l’impianto
deve sostenere direttamente i costi dell’investimento
l’immobile deve essere funzionale all’attività agricola o agroindustriale.
Il contributo sostiene diversi tipi di investimento collegati alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico.
Impianti fotovoltaici
Sono ammissibili le spese per:
acquisto e installazione dei moduli fotovoltaici
inverter
software di gestione
componenti dell’impianto.
L’impianto deve essere installato su coperture di fabbricati produttivi o serre. È possibile anche potenziare impianti esistenti, installando nuove sezioni.
Il limite massimo di spesa per questa tipologia è 1.500.000 euro.
Il costo ammissibile per i moduli varia in base alla categoria del produttore iscritta al registro ENEA:
fino a 1.500 €/kWp per moduli di categoria B o C
fino a 1.000 €/kWp per moduli di categoria A.
Sono finanziabili i sistemi di storage dell’energia elettrica collegati all’impianto fotovoltaico.
Il limite di spesa è:
700 €/kWh installato,
con un massimale di 50.000 euro.
Non sono ammessi sistemi di accumulo associati a impianti fotovoltaici già esistenti.
La misura finanzia anche interventi edilizi collegati alla realizzazione dell’impianto, tra cui:
bonifica di coperture in eternit o amianto
demolizione e ricostruzione delle coperture
materiali per isolamento termico
sistemi di aerazione.
Il limite è 700 €/kWp, con un massimale di 700.000 euro.
La bonifica può riguardare anche superfici più ampie rispetto a quelle su cui viene installato l’impianto, purché nello stesso fabbricato.
È importante ricordare che non è possibile installare impianti fotovoltaici su superfici che presentano amianto o eternit.
Sono ammissibili anche:
colonnine di ricarica per veicoli elettrici
sistemi di ricarica per macchine agricole elettriche.
Il massimale previsto è 10.000 euro.
Sono inoltre ammissibili:
spese di progettazione
asseverazioni tecniche
direzione lavori
collaudi
consulenze per la presentazione della domanda.
Queste spese devono essere riferite a consulenze prestate da professionisti esterni all’impresa.
È ammissibile anche l’IVA, purché non recuperabile e realmente a carico del beneficiario.
Oltre ai limiti previsti per le singole voci di spesa (come i 1,5 milioni di euro per l'impianto fotovoltaico), è fondamentale considerare il massimale complessivo per beneficiario. Il Decreto stabilisce infatti che ogni soggetto può presentare più proposte, purché riferite a impianti distinti e riconducibili alla medesima tabella di ripartizione, nel rispetto di un tetto massimo totale di 2.260.000 €.
L’intensità del contributo varia in funzione della tipologia di impresa e dell’attività svolta.
Le imprese agricole che realizzano impianti destinati all’autoconsumo possono ottenere un contributo fino all’80% dei costi ammissibili.
Per gli impianti senza limite di autoconsumo il contributo base è pari al 30% dei costi ammissibili, con possibili maggiorazioni:
+20% per le piccole imprese
+10% per le medie imprese
+15% per investimenti nelle aree assistite.
Le imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti agricoli possono ottenere un contributo fino all’80% dei costi ammissibili, con percentuali che variano in base alla potenza dell’impianto:
fino all’80% per impianti tra 6 e 200 kWp
65% per impianti tra 200 e 500 kWp
50% per impianti tra 500 e 1.000 kWp.
Per le imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli il contributo base è pari al 30% dei costi ammissibili, con le stesse maggiorazioni previste per dimensione d’impresa e localizzazione territoriale.
Il contributo è cumulabile con altri aiuti di Stato o con il regime de minimis, purché non si configuri un doppio finanziamento sulle stesse spese.
L’erogazione avviene:
in un’unica soluzione a saldo,
oppure con anticipazione fino al 30% previa presentazione di garanzia fideiussoria.
I progetti sono valutati in ordine cronologico di presentazione, applicando successivamente alcuni criteri di priorità, tra cui:
progetti non finanziati nelle precedenti edizioni del Parco Agrisolare
progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno
imprese iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità
utilizzo di moduli fotovoltaici prodotti da aziende iscritte al Registro ENEA, con priorità per le categorie B e C
Il team di Esclamativa è già operativo per le analisi preliminari e la predisposizione delle domande.
Per approfondire nel dettaglio il funzionamento della misura, i criteri di accesso e le modalità di preparazione delle domande, Esclamativa ha organizzato un webinar dedicato al Parco Agrisolare.
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